La bontà insensata

on Mercoledì, 03 Ottobre 2012. Posted in Viaggio nell'Anima

Quando tutto sembra gridare che altro non vi può essere che il male, quando il mondo pare crollare sotto l’ingiustizia… Nel buio più totale… là, si accende una piccola luce.

Una luce che, pian piano, avanza nella tenebra.

Una luce che si fa sempre più spazio e, minacciando il buio con il suo lento e inesorabile avanzare, alla fine vince sulla tenebra.

È la bontà insensata, sapientemente ritratta nell'ultimo volume di Gabriele Nissim (La bontà insensata. Il segreto degli uomini giusti, edit. Mondadori).

faro

 

Un gesto di dignità, di responsabilità, di umanità, laddove tutto induce all’estremo opposto.

La lucida “follia” che strappa l’uomo allo stato ferino.

Il bene compiuto in situazioni estreme.

L’“azione inaspettata che scompagina le carte”.

La dimostrazione che, in ogni circostanza, l’uomo ha la facoltà di scegliere tra il bene e il male.

 

“I giusti lasciano delle tracce, i pescatori di perle le raccolgono e i contemporanei hanno la possibilità di agire in un senso o nell’altro” (…).

“Gli uomini, alla fine, sono chiamati a rischiare e a decidere in solitudine”.

I giusti “sono coloro che a un certo punto della vita, di fronte a un’ingiustizia o alla persecuzione di esseri umani, sono capaci di andare con coraggio in soccorso dei sofferenti e di interrompere così, con un atto inaspettato nel loro spazio di responsabilità, la catena del male di cui sono testimoni”.

“I Giusti non uomini santi ma imperfetti come lo siamo tutti, li possiamo considerare degli amici che ci insegnano a vivere la nostra quotidianità con il piacere di venire in soccorso del più debole, di avere il coraggio di pensare da soli, di non mentire a noi stessi, di essere capaci di mettersi al posto degli altri, di saper perdonare, di non sentirsi depositari della verità”.

 

 

Commenti (7)

  • Raffaella

    Raffaella

    24 Ottobre 2012 at 17:45 |
    Pensieri molto belli e profondi che danno speranza a chi speranza sembra non avere più .i
    • Anna Maria

      Anna Maria

      25 Ottobre 2012 at 15:22 |
      Ciao Raffaella.
      Tu scrivi, giustamente, "a chi speranza SEMBRA non avere più"... ed è proprio così: la speranza in certi casi SEMBRA morire, ma in realtà non muore mai. Anche nella landa più deserta, nel luogo più buio, alla fine la speranza spunta fuori, silenziosa e potente. Perchè la vita magari resta immobile e uguale a se stessa per decenni, ma, quando meno ce lo aspettiamo, cambia anche radicalmente da un istante all'altro.
  • Paolo

    Paolo

    27 Ottobre 2012 at 11:11 |
    Posso solo dire che sono rimasto sbalordito da questo articolo: rappresenta davvero "l'azione inaspettata" che lo stesso richiama. Credo che ogni concetto dovrebbe essere assimilato lentamente, con attenzione. Dopodiché, rimane semplicemente il fare.
    • Anna Maria

      Anna Maria

      28 Ottobre 2012 at 21:05 |
      Grazie Paolo! Le tue parole sono il miglior riscontro per questo semplice articolo che ho scritto tutto d'un fiato subito dopo aver letto il libro...
      • Paolo

        Paolo

        29 Ottobre 2012 at 18:55 |
        Grazie a te. E' da un pezzo che aspetto di vedere scritti, senza né "se" né "ma", questi concetti.
  • Massimiliano

    Massimiliano

    06 Novembre 2012 at 11:07 |
    Cara Anna Maria il tuo post mi ha fatto venire la curiosità di leggere questo libro, lo cercherò. A presto!
    • Anna Maria

      Anna Maria

      06 Novembre 2012 at 11:40 |
      Grazie a te Massimiliano! A presto.

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