La crisi ci devasta? L'Italia può farcela

on Venerdì, 20 Settembre 2013. Posted in Un Paese di eccellenze

Tutto pare suggerire l'inesorabile caduta nel baratro. Eppure il nostro Paese, come sempre ha fatto nella storia, riserva molte sorprese

L’Italia può farcela. L’Italia ce la farà. Ma non ora. Forse quel metro prima del baratro non è ancora stato raggiunto. Quando questo avverrà, l’Italia guarderà giù, ci penserà un attimo, ma alla fine la spunterà. Come sempre è accaduto nella storia. Quando tutto nei secoli suggeriva la parola “fine”, l’Italia e gli Italiani dimostravano che non era così, che esisteva ancora un minimo margine per rialzarsi. Chiamalo genio italico, chiamalo come preferisci. L’Italia non solo restava in piedi, ma si risollevava alla grande. Con quel guizzo d’orgoglio che lampeggia negli occhi di chi, in fondo, sa quanto vale: ma vuoi per pigrizia, vuoi per timore, vuoi per mancanza d’abitudine, fatica a ricordarselo. Anche nei confronti della devastante crisi attuale l’Italia ce la farà. E ce la farà grazie a questo genio italico unito alle innegabili eccellenze che il nostro Paese racchiude in ogni suo angolo. 

Italia paesaggio

 

A conferma di ciò, arrivano le parole di illustri esponenti nei vari settori. Capofila tra tutti, Mario Mazzoleni, che mi dice: “Se non fossi ottimista non farei il mestiere che faccio”. Mazzoleni, professore associato di Economia aziendale all’Università degli Studi di Brescia, è anche consigliere di Sorveglianza della Banca Popolare di Milano. “Certo, non possiamo negare la realtà- dice-: siamo in piena recessione, il Pil è negativo e la situazione, per ora, non sta cambiando. Ci sono però numerosi indicatori che ci fanno pensare a una possibile uscita da questa crisi”. Ma torneremo ai livelli di crescita e ricchezza toccati negli scorsi decenni? “No, a quei livelli non torneremo mai più- afferma-. Bisogna guardare al futuro con un’ottica diversa rispetto al passato. Mentre il trend estremamente negativo di altri Paesi sembra essersi bloccato, il problema dell’Italia è che qui la politica non lavora a sostegno dell’economia. Da noi si parla sempre delle stesse cose, senza mai affrontare i problemi reali. Rischiamo che ci sia una ripresa economica senza un effettivo aumento della ricchezza e, soprattutto, senza una crescita del numero di posti di lavoro”.

Un aiuto concreto potrebbe arrivare dalla globalizzazione che, come fa notare Mazzoleni, “di per sé è positiva: ti consente infatti di ampliare il mercato e di creare ricchezza distribuita. Dipende però dall’uso che se ne fa. Finora è stata utilizzata senza alcun controllo e senza regole. Col risultato che, anziché distribuire la ricchezza nel mondo, sono state distribuite a livello globale tutte le varie bolle finanziarie che conosciamo”. La vera sfida dovrebbe dunque essere quella di re-distribuire la ricchezza tra Paesi ricchi e Paesi emergenti e, all’interno dei singoli Paesi, tra benestanti e indigenti. “L’Italia ha vissuto una lunga fase di ricchezza- aggiunge il Professore-. Ora tutto è finito. Le risorse ormai sono scarse, se non esaurite”. Eppure noi siamo pieni di eccellenze, a tutti i livelli e in tutti i settori. Cosa non torna, dunque? “Il fatto che non le sappiamo valorizzare per nulla. Non siamo capaci di fare sistema”. Verrebbe da chiedersi: perché? Una risposta, forse, ce la può dare la storia. L’Italia è l’unione di popoli diversi: genti dalle caratteristiche e dal dna più lontani. Non c’è da stupirsi, dunque, se la tentazione di “guardare al proprio orticello” e di un campanilismo, a volte dai tratti addirittura grotteschi, affiorano regolarmente, e nel momento meno opportuno. “Eppure- fa notare Mazzoleni- tutto ciò è controbilanciato da quell’incredibile capacità di trovare soluzioni geniali che, alla fine, ci salvano”. Ecco il genio italico. Ecco quel “quid” in più che ha sempre fatto dei nostri cervelli un faro per il mondo. Ma come rendere “onore al merito”? “L’unica soluzione che vedo possibile- conclude- è quella di mettere intorno  al tavolo i soggetti classici, ossia le banche, le istituzioni, gli imprenditori e, agenda in mano, imporre tempi ufficiali. Come a dire: adesso sei qui, devi uscire con un’ipotesi da realizzare in un tempo determinato. E alla fine, ve lo assicuro, le soluzioni si troveranno. A costo di farsi male. Ma bisognerà fare un po’ di pulizia. Bisognerà “sparigliare le carte” per trovare nuove, e finora impensate, soluzioni”. Ecco. Quello forse sarà il momento in cui, guardato per bene in faccia il baratro, l’Italia farà un passo indietro. E, con quel moto d’orgoglio che ti apre il cuore e ti scalda lo spirito, alzerà la testa, e se ne andrà per un’altra strada.

crescita economica

                                                       

 

Commenti (5)

  • Cesare Roberto71

    Cesare Roberto71

    25 Settembre 2013 at 13:11 |
    Finalmente una ventata di positività! Non se ne può più di pessimismi e allarmismi. Il pensiero negativo porta allo sfacelo, dalla crisi si può uscire solo pensando alla grandezza del nostro paese... Finalmente qualcuno che esce dal coro e scrive quello che tutti alla fine pensano. Basta parlare di crisi, parliamo di crescita e rinascita! Brava Anna Maria, grazie da parte di tutti quella che la pensano come noi, e sono convinti che l'Italia sia un grande paese, e capace di grandi cose! Continui così!
  • Walter Andreazza

    Walter Andreazza

    17 Ottobre 2013 at 12:31 |
    Nessuna ricetta miracolosa è necessaria. L'Italia è imbattibile quando fa l'Italia. Non deve perdere la propria anima, non deve abbandonare i valori culturali di riferimento, devo ricominciare a fare "fatica" , ritrovare i propri valori fondanti. Equilibrio, Equità, Eguaglianza; che guarda caso, come dice anche Mazzoleni, devono diventare cardini economici per tentare di uscire da questa condizione paludosa nel quale è finito il nostro Paese.
    Conservare la tradizione non è il culto delle ceneri ma la conservazione del fuoco. Quel fuoco/energia è l'intelligenza umana del saper fare italiano che ha prodotto da sempre innovazione, qualità e bellezza.
    Il mondo cerca prodotti italiani. Non dobbiamo cadere nella trappola della competizione quantitativa. La nostra partita la sapremo vincere se il campo di sfida lo rivolgeremo alla qualità.
    • Anna Maria

      Anna Maria

      20 Ottobre 2013 at 18:30 |
      Grazie Walter per la sua opinione. Mi sono arrivati molti messaggi che riportano proprio questi concetti... Molti più di quelli che potessi immaginare. Bellissima l'immagine della tradizione che conserva il fuoco: ha dentro di sé tutta la potenza dell'energia creatrice e la forza delle solide radici. La gente sente molto tutto questo: bisognerebbe parlarne di più per dare coraggio e far capire che non si tratta di sogni o utopie, bensì della realtà. Grazie ancora!
  • Fernando Chierico

    Fernando Chierico

    22 Ottobre 2013 at 16:39 |
    .....Ideali da ricostruire, come "dare importanza allo spirito che anima i nostri progetti, lottare contro la mediocrità, capire che la libertà è importante di per sè e non solo quando si tocca a un segno politico, mettere al dio denaro a disposizione degli uomini e non del lucro stesso,
    Allevare giovani capaci di dissociarsi e che non cedano al "politicamente corretto", educare all'incomodità necessaria per raggiungere un traguardo, capire che si può essere istruiti e pieni di pregiudizi, cercare di abbattere i pregiudizi.
    Imparare a soffrire quando è necessario ma senza mollare.
    Non vendere l'anima al "diavolo" di turno.
    Volersi bene.
    Usare lo sport come politica di stato, non solo per la salute fisica, ma l'emotiva e mentale e con quelli di squadra per la salute sociale.
    Italia ti amo e ti ringrazio
    • Anna Maria

      Anna Maria

      27 Ottobre 2013 at 11:55 |
      Già, educare all'incomodità necessaria per raggiungere un traguardo. Spesso dovremmo sforzarci di abbandonare le abitudini inibenti, il comodo infruttuoso per orientarci verso lo sforzo che ripaga. Basterebbe poco, un po' di coraggio e l'ardente desiderio di ottenere qualcosa in più, qualcosa di bello. Grazie Fernando per il tuo messaggio!

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